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✅ Esecuzione della tecnica tradizionale Kurt Ekman:

📌 La tecnica di esecuzione è semplice, ma richiede una manualità sicura, precisa e una sensibilità che solo l’esperienza riesce a garantire.

 

📌 La fibrolisi si svolge in due fasi: dapprima di indagine o diagnostica, quindi segue l’atto terapeutico vero e proprio.

 

📌 Se la formazione fibrosa è superficiale e facilmente comprimibile su un piano osseo, è sufficiente eseguire dei brevi movimenti di “va e vieni”, spostando la cute stessa sui piani profondi.

 

📌 L’aderenza viene avvertita come un’asperità, che viene amplificata dalla vibrazione dello strumento.

 

📌  Se si deve esplorare una zona profonda muscolare, dopo un’ispezione manuale orientativa, si afferra la massa muscolare fra pollice e medio della mano sinistra e la si solleva pinzandola seguendo il decorso delle fibre. 

 

📌 Si affonda quindi la punta dell’ansa terminale di idonea curvatura nella piega formatasi, in modo che la parte sollevata vada a riempire la concavità dell’ansa stessa.

 

📌 A questo punto il fibrolisore viene utilizzato a scopo terapeutico. 

Dopo aver agganciato il nodulo con la punta dello strumento, si eseguono dei piccoli e veloci movimenti a scatto, esercitando una pressione variabile in base alla resistenza del nodulo stesso.

 

📌 Scopo della terapia è quello di sfaccettare la superficie del corpo fibroso in modo da riuscire nel corso di poche sedute (due o tre a distanza di qualche giorno fra di loro) a frammentarlo meccanicamente per via diacutanea.

 

📌Qualora ciò non fosse possibile completamente, può essere sufficiente allontanarlo dalle terminazioni sensitive irritate e responsabili della sintomatologia algica.

 

📌 La seduta terapeutica provoca un discreto disturbo doloroso specie nei punti di maggiore aderenza.

 

📌 Dopo la seduta si può avere una temporanea riacutizzazione dei sintomi, destinata a scomparire in breve tempo.

 

📌 Il solo uso consentito per il dispositivo è mediante scorrimento percutaneo o lieve trazione.